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La Formazione

Francesco Cecioni nacque a Livorno il 1 dicembre 1884 da famiglia umile, di probabile origine fiorentina, figlio di Olderigo Cecioni, calzolaio, e di Isolina Cantinelli, morta prematuramente lasciando i due figli (Giovanni e Francesco) in giovane età. Fu cresciuto con un’educazione di tipo umanistico. Aiutato da uno zio, che aveva colto in lui le qualità dello studente, riuscì a frequentare il Liceo Classico, contrariamente alle intenzioni paterne di destinarlo ad un impiego presso il Comune di Livorno.

Gli Studi Universitari
Studiò alla scuola Normale di Pisa sotto la guida del professor Luigi Bianchi, che influenzò notevolmente la sua formazione. Il 15 dicembre del 1905 si laureò discutendo una tesi sulla teoria della rappresentazione conforme delle aree piane pluriconnesse, da cui ebbe origine la sua prima pubblicazione. Iniziò nel 1907 l’attività di assistente di algebra e geometria analitica all’università di Pisa.

L’Insegnamento

Dal 1910, formatosi una famiglia a Livorno, iniziò ad esercitare l’insegnamento come docente presso l’Istituto Nautico cittadino. Dopo aver partecipato attivamente alle operazioni sul fronte nella prima guerra mondiale col grado di capitano di fanteria, riprese l'insegnamento, dapprima alle scuole medie e successivamente, come titolare della cattedra di analisi, presso l'Accademia Navale di Livorno, impegno che mantenne fino al 1942.

La Carriera Universitaria

Nel 1926 risultò vincitore del concorso per la cattedra di Analisi matematica, algebrica e infinitesimale, presso l’ Ateneo pisano.In questo modo ebbe l’opportunità di lavorare a fianco dei suoi illustri professori (Bianchi, Bertini, Nicoletti). Ricoprì tale importante ruolo fino al 1955 e durante tale periodo fu nominato Preside della facoltà di Scienze e Direttore dell’ Istituto Matematico ”Leonida Tonelli”. Dal 1955 al 1960 proseguì l’attività di insegnamento, sempre alla facoltà di Matematica di Pisa, come professore fuori ruolo. Dopo il 1960 continuò a frequentare l’ambiente studentesco pisano, a titolo puramente volontario, tenendo occasionalmente dei corsi complementari.

L'impegno Civile

All’impegno di insegnante aggiunse anche quello di amministratore pubblico: eletto nel 1946 consigliere comunale presso il Comune di Livorno, Cecioni avvertì come un obbligo morale la necessità di contribuire alla ricostruzione della città negli anni difficili del dopoguerra. Uomo di profonda cultura anche umanistica, partecipò attivamente alla vita culturale della città, in particolare fece parte della Deputazione di vigilanza sulla Biblioteca Labronica e l’Archivio storico nel biennio 1938/39.

La Didattica

Il suo pensiero, caratterizzato da acutezza e logica cristallina, gli consentì, sin da giovane, di affrontare argomenti molto difficili e complessi che tradusse in trattati di importanza internazionale. Si avvicinò di conseguenza alla didattica, stimolato dall’attività di insegnamento. I suoi lavori rappresentano un contributo di grande rilievo per il livello critico e sono sempre caratterizzati da un profondo rigore didattico e morale.

Le principali pubblicazioni

Riportiamo le più importanti pubblicazioni prodotte dal genio di Francesco Cecioni:

  • Rappresentazione conforme delle aree pluriconnesse del piano
  • Caratteristica del prodotto di matrici
  • Equazioni tra matrici
  • Studio su alcune operazioni algebriche sulle matrici
  • Calcolo delle ridotte di una frazione continua
  • Sulla risultante di due polinomi in una variabile
  • Sopra una relazione tra certe forme differenziali quadratiche e le algebre commutative
  • Sopra un tipo di algebre privo di divisori dello zero

Fra i più importanti lavori si ricordano, soprattutto: la teoria delle matrici, la definizione di prodotto “righe per colonne”e le sue proprietà algebriche, il concetto di matrici permutabili, quello di potenza di una matrice quadrata, la nozione di matrice diagonale e matrice unità, somma e differenza di matrici, matrice nulla e funzione lineare di una matrice.

L'Infinito

Molti altri lavori furono pubblicati negli anni successivi. Gli argomenti di questi studi sono molteplici, in particolare riferiti al concetto di infinito. In Cecioni il forte sentimento religioso conferiva alla riflessione sull’infinito un profondo rispetto: era come se pensasse che l’argomento fosse sacro e che l’uomo dovesse avventurarvisi solo con profonda religiosità.

Gli ultimi anni

Ricordiamo che Cecioni negli ultimi anni della sua vita lavorò ad un progetto molto impegnativo, un trattato sui “Fondamenti della Matematica Elementare”, sintesi critica di tutto il pensiero matematico esplorato fino a quel momento. Tale opera è rimasta incompiuta perché, dei molti previsti, è stato pubblicato solo il primo volume. Morì a Livorno nel 1968.

I Riconoscimenti

Per la sua ultracinquantennale attività di ricercatore e di insegnante, fu insignito di molti titoli onorifici,tra cui il più significativo è quello conferitogli dal “Lions Club”, che lo insignì della medaglia d'oro annualmente assegnata ai livornesi che abbiano onorato la città con le proprie opere. Inoltre ricevette il riconoscimento di Cavaliere della Corona d’Italia, di Commendatore dell’Ordine di San Silvestro e il titolo dell’ Ordine del Cherubino.